Capodimonte-->Storia

 

 

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Pensando al passato si può certamente affermare che il territorio di Capodimonte sia stato frequentato dalle epoche più remote, come ampiamente dimostrato dalle importantissime scoperte di epoca preistorica (numerosi reperti litici risalenti anche al Paleolitico), protostorica (le grandi piroghe monoxili,), nonchè numerosissimi ritrovamenti di epoca villanoviana, etrusca e romana provenienti per la maggior parte dalla città di Visentum, che sorgeva sul monte Bisenzo, dove oggi è stato realizzato un parco archeologico naturalistico.

Grazie al nobile casato dei Farnese, valenti artisti dell'epoca hanno lasciato opere di notevole importanza storica artistica tra cui la mole ottagonale della Rocca, ristrutturata negli anni 1510 - 1513 da Antonio Giamberti detto il Sangallo il Giovane, nell'isola Bisentina la chiesa dei S.S. Giacomo e Cristoforo di Jacopo Barozzi detto il Vignola e l'edicola ottagonale del Sangallo il Giovane, degnamente segnalata dal Vasari realizzata vicino la "Malta", segnalata da Dante Alighieri nella Commedia.
Questa era una tremenda prigione fatta realizzare sotto terra dal Cardinale Albornoz per gli eretici e ricordata da Dante nella Divina Commedia.
Sempre nell'isola Bisentina, due delle sette piccole chiesette esistenti sono decorate da affreschi realizzati da pittori quattrocenteschi, forse della scuola di Benozzo Gozzoli, (alcuni critici attribuiscono i disegni della cappella della Trasfigurazione al pittore Melozzo da Forl").
Nel 1537 il cardinale Alessandro Farnese, divenuto papa con il nome di Paolo III, costituì il Ducato di Castro e gli abitanti di Capodimonte e Bisenzo giurarono fedeltà ai Farnese.
Nel 1649, a seguito della distruzione della capitale del ducato Castro i due paesi passarono sotto il diretto dominio della Chiesa e sottoposti alla giurisdizione della Reverenda Camera Apostolica.
Bisenzo con il passare del tempo perse ogni importanza e si spopolò progressivamente anche a causa della malaria provocata dal vicino Lagaccione, oggi prosciugato e nel 1816 Pio VII aggregò la sua comunità, ridotta a poche famiglie, a quella capodimontana.

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